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IDDU II "Thunderstorm"

 

 

Le soluzioni tecniche adottate in IDDU  II “Thunderstorm”  fanno seguito ad alcune osservazioni di natura balistica.

In sostanza l’idea da cui sono partito è stata quella di “pneumatizzare” l’arbalete ( da ciò anche la definizione di “Arbanautics: next generation”).

Ho cercato, cioè, di rendere la balistica dell’asta dell’arbalete simile a quella di uno pneumatico.

 

Il fucile ad aria ha infatti la caratteristica di avere una propulsione sull’asta trasmessa lungo l’asse longitudinale dell’asta stessa: questo particolare è a mio avviso di grande importanza nel determinare attriti e flessioni che poi si rendono responsabili di dissipazione energetiche maggiori nell’arbalete rispetto agli pneumatici, anche a parità di forze applicate.

In particolare ho voluto contrastare, con apposite soluzione tecniche,  due fenomeni presenti al momento dello sparo:

1.  La flessione dell’asta (docuta in gran parte al momento di rinculo secondario che, specie nei fucili lunghi e potenti - vedi anche roller - , determina un abbassamento della traettoria del tiro e un aumento della sezione frontale dell’asta stessa) .

2.  L’attrito che si sviluppa tra fucile ed asta negli attimi della propulsione dell’asta lungo il fusto (ed in particolare, a mio parere, proprio in testata dove si incontranzo le forze dovute all’alzo del fucile da una parte ed alla traettoria imposta dagli elastici dell’altra).

Questo aspetto è di una certa importanza e vorrei soffermarmi su di esso: l’asta propulsa da un arbalete , infatti, subisce in genere uno spostamento che porta la coda ad alzarsi e la punta a flettersi verso il basso. Ciò impone la comparsa di una zona di attrito proprio in corrispondenza della punta del fucile che funge da fulcro in questo movimento: piccoli spostamenti della punta del fucile si traducono nella trasmissione di energia dal basso verso l’alto con accentuanzione di un movimento ondulatorio.

Il classico sistema di aggancio degli elastici sull’asta ( pernetti o tacche, ogive rigide o in dynema che siano) accentuano questo fenomeno a causa della propulsione asimmetrica lungo la sezione frontale dell’asta.

In alcuni filmati ho potuto notare una sorta di “cappottamento” dell’asta, con conseguente imprecisione e perdita di energia.

In pratica, proprio sulla punta del fucile, potrebbero svilupparsi la maggior parte degli attriti dovuti al passaggio dell’asta su una superficie che tende a sollevarsi, mentre gli elastici vi spingono sopra (tenendola serrata) l’asta.

Questa azione è alla base di quelle forze che poi vengono trasmesse all’asta e ne determinano il moto ondulatorio ( spine ), oltre a fenomeni intrinseci all’asta stessa ( come la sua flessibilità).

I fucili pneumatici sono progettati in modo da limitare questi fenomeni: in pratica sono caratterizzati da un meccanismo di propulsione dell’asta da dietro ( pistone ) e da un vincolo sia sul codolo dell’asta che in testata del fucile che “obbligano” l’asta ad un passaggio forzato lungo un tragitto rettilineo pistone/testata. 

Le soluzioni adottate sono state quelle di dotare il fucile anche di un tratto di guidasta “superiore” che raddrizza l’asta in uscita limitandone la flessione, associata ad un sistema di propulsione in asse all’asta stessa.

Gli attriti che si possono sviluppare sono ridotti grazie ad un semplice sistema di pulegge ( IDDU II ne possiede due, ma nulla impedisce di sviluppare sistemi con un numero maggiore di puleggine ) che trasformano l’attrito radente dell’asta sul fusto in attrito volvente, mentre la superficie di contatto tra asta e guidasta superiore è ridotta al minimo. La puleggia in testata è logicamente quella fondamentale nel ridurre gli attriti.

Il guidasta invertito ha una superficie di contatto minima che riduce gli attriti. Inoltre, la sua forma piatta, non altera la linea di mira : elemento caratterizzante la struttura di ogni arbalete.

L’insieme di “guidaasta invertito” e di puleggine sul guidaasta determinano l’instaurarasi di una traettoria (canale) obbligata in cui l’asta è costretta a muoversi in modo del tutto rettileneo, qualsiasi sia l’inclinazione degli elastici.

La testata slargata di IDDU II consente altresì di opporre un freno idarulico all’alzo del fucile.

Il guidaasta “invertito” in testata ha altresì un’altra importantissima funzione: contrastare in modo netto il rinculo.

Spiego come.

Nei normali arbaleti l’ogiva ( e gli elastici ) continuano la loro corsa oltre la cosìdetta corsa utile (ossia la parte di corsa in cui viene effettivamente ceduta energia all’asta).

Tale corsa degli elastici è solo controproducente poichè in ogni caso determina una parte di rinculo ( ciò che si muove in avanti, determina una risposta in direzione opposta).

Il passaggio obbligato dell’asta nel canale del guidasta invertito, accompagna l’ogiva verso lo stesso. In tal modo l’ogiva va ad autobloccarsi sul guidaasta scaricando una carte di energia sul guidaasta stesso: ciò da0 un punto di vista balistico è di scarsa o nulla importanza poichè l’asta ha già assorbita la sua quota di energia, ma l’impatto dell’ogiva sul guidasta invertito ( saldamente ancorato al fusto) controbilancia una quota di rinculo.

Un pò come fa il pistone degli pneumatici che sbatte in testata.

Ho dovuto altresì studiare un’asta apposita.

L’asta adottata è una “tovarich-zzazione” della ormai famosa asta con aletta rotante.

Ad essa è associato un meccanismo di sgancio  che consente una propulsione dal retro ( senza tacche ne perni).

L’assenza di tacche o perni associata ad una superficie totalmete liscia risulta essere di tutto vantaggio nella idrodinamicità dell’asta.

Un’asta perfettamente nuda !!!!!!!!!

In tal modo si ottiene una pseudo-penumatizzazione (in termini concettuali) dell’asta di un arbalete: ossia propulsione in asse all’asta stessa e canale “guidasta” in testata.

Ad essa si associa la possibilità, a differenza degli penumatici, di caricare il fucile con tutta la potenza desiderata: basta aggiumgere elastici al progetto ( ad esempio IDDU II è stato dotato di una coppia aggiuntiva di elastici : nello specifico la soluzione migliore sarebbe stata dotare il fucile di una seconda coppia di roller con sistema di caricamento a leva, ma avrei dovuto iniziare un arbalete dal principio. Magari sarà lo spunto per IDDU III )

IDDU II “Thunderstorm”:  primo, ma non ultimo, degli Arbanautics !!!!!!!!   

 

 

 

 

 

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Artist: JT Bruce
Title: Plunge Into Hyperreality
Album: The Dreamer's Paradox


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