Diario di pesca 20 agosto 2006 |
| E leccia fu ...... |
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21/08/2006
Ieri era l'ultima domenica di
agosto da mega-confusione. Infatti è già cominciato il contro-esodo. E così ..... decido di puntare la sveglia alle ore 6.00 ( fino alle 08.00 sono potenzailamente reperibile in ospedale ) così da essere bello e che pronto allo scoccare dell'orario prefissato per entrare in acqua. Puntuale alle sei la sveglia suona ....... ma io dopo un veloce consulto con morfeo decido di disattivarla e girarmi dall'altro lato e continuare il mio sonnellino: dedicherò la mattinata ad un giro in barca con moglie e figli. La pesca ha aspettato 20 giorni e aspetterà qualche altro giorno. Ore 10.00: Insomma all'improvviso mi ritrovo LIBERO da impegni di gita domenicale con la famiglia e affranto :-) decido di prendere l'attrezzatura e fare un giro in barca da solo. ore 10.30: Decido di fare più che altro un bagno di relax ascoltando un pò di musica tra un'immersione e l'altra. Tanto i vacanzieri domani cominciano a partire e poi sarà un'altra storia. Dalla superficie avevo avvistato la punta di uno scogli che dai 3 metri si porta quasi a pelo d'acqua. Decido di praticare un agguato sul
fondo avvicinandomi alla base dello scoglio da una distanza di una
quindicina di metri. La visibilità è sui 4-5metri. Giunto alla base dello scoglio uno
sciarrano si para davanti, vengo distratto dal suo mivimento. Mi paralizzo sul fondo. Un dotto sta cercando di intanarsi, ma alla mia immobilità risponde anch'esso immobilizzandosi. Si gira e mi mostra il muso. Il tempo di allineare l'arbaroller 76 ....... e ZACCCCCCCCC ........... insagolato e fulminato. Non è il dotto della vita ........ ma ......... non mi sarei giocato cinque lire che al primo tuffo al ritmo di musica sudamericana prendessi un dotto. Beh ......... contro ogni aspettativa, ho evitato il cappotto: NON CI POSSO CREDERE Decido di praticare qualche aspetto intorno allo scoglio prescelto, nel tentativo di avvistare qualche cefalo nel semi-torbido. Al 3°-4° aspetto, dopo non aver avvistato pressocchè nulla, decido di spostarmi di una cinquantina di metri verso riva alla ricerca di qualche saraghetto da integrare al dotto. Pinneggiando intravedo un masso che si alza dal fondo di non più di una cinquantina di centimetri. Decido di immergermi e posizionarmi dietro di esso per fare l'aspetto a cefali e saraghi. D'altra parte la quota è
impegnativa :-)) ( la profondità supera abbondantemente il metro e
ottanta centimetri, visto che con la punta delle pinne riesco a toccare
il sommo del masso). Due tranquilli respiri e giuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu nell'abisso dei due metri ( o poco più) !!!!! Sul fondo ( si fa per dire ) aguzzo lo sguardo davanti a me alla ricerca di qualche bel musino di cefalo a mezz'acqua che mi punti. Nulla. Sto praticando una delle mie apnee più lunghe........ sono passati quasi venti secondi, dall'inizio dell'immersione :-))))))) - ( ah dimenticavo........ : stavolta a ritmo di disco-music ) Insomma alla fine di questa
interminabile apnea ......... Qui lo scherzo finisce. In una frazione di secondo materializzo il tutto. E' LEI: la leccia. Mi sta sfilando davanti. Ho il mio arbaroller con mulinello autocostruito con almeno trenta metri di sagola. Ho il fucile carico alla seconda tacca. Ho l'asta con foro davanti le tacche ( FONDAMENTALE ). Ho il fucile nella giusta posizione, anche se non perfettamente allineato. La Leccia sta sfilando rapidamente davanti ai miei occhi, poco sopra ai miei occhi e alla linea di mira. Riesco a percepire il suo movimento di coda. E' un attimo. Alzo il fucile, allineo, miro, sparo. Istintivamente. La leccia è presa, colpita bene poco dietro l'opercolo , all'altezza della colonna. Ma non l'ho fulminata. Lei ha avvertito il colpo. Infatti per una frazione di secondo si immobilizza, sembra alzare la testa come in un spasmo, ma immediatamente parte verso il largo tirandosi dietro una ventina di metri di sagola ( avevo il mulinello quasi chiuso). Scompare nel torbido. Vedo solo la sagola in tensione quasi diretta verso il fondo. Ho paura ( non potendola più vedere ) che decida di strusciarsi su qualche scoglio. La assecondo con la fuga e la seguo a pinneggiate verso il largo, su una zona di sabbia. Adesso sono più tranquillo, ma lei tira come una pazza furiosa. E' impressionante la forza sviluppata dalla leccia. Ripenso a come l'ho colpita. Sono sicuro di averla colpita bene, ma non sono sicuro di averla passata da parte a parte. Temo per la tenuta dell'alettta ( montavo asta con monoaletta) e decido di affrettare i tempi del recupero. Lei comincia a perdere le forze. La assecondo nelle successive 3 o 4 sfuriate e decido di recuperare un pò di sagola. E' stanca e si fa avvicinare fino a 5 -6 metri. Purtroppo non ho il secondo fucile per doppiarla che furbamente avevo lasciato sulla barca. A questo punto mi accorgo che la ferita si è slargata, ma per fortuna l'asta è fuoriuscita dall'altra parte con aletta aperta. Per questo è fondamentale tenere la sagola in tensione. La leccia è sotto di me a circa tre metri messa di lato, ma ancora con una grande vitalità. Se la assencondo ancora nelle sue fughe rischio che l'asta si sfili attraverso la ferita slargata. Decido di giocare il tutto per tutto. La tiro di forza, col tentativo di afferrale l'asta per le due estremità. Tiro, ma lei fa altrettanto. Scendiamo insieme per circa 2 metri sott'acqua, afferro l'asta dalla parte del codolo con una mano e cerco di afferrare la punta con l'altra mano. Mi riesce quasi subito, anche se lei si vendica procurandomi una piccolo graffio con le spine dorsali alla mano destra. MA ormai E' MIA. La tengo stretta mentre cerca di liberarsi con possenti colpi di coda. La afferro per le branchie e pongo fine alle sue sofferenze con una stilettata. Insomma, se vuoi poi racconto pure di come ( in modo teatrale) mi sono guadagnato gli applausi di altri tre pescasub che nel frattempo avevano ormeggiato a poca distanza da me. Al ritorno al porticciolo è stato
una sorta di trionfo ( figurarsi ....... domenica d'agosto piena di
turisti ). Ho dovuto anche prestare il pesce a persone per farsi la
foto e c'e' stato pure chi l'ha voluta fare a me :-((( . ore 11.30 : di una affollatissima domenica di agosto al ritmo di musica. Stranezze del mare. Le foto:
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